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Mia mamma lo ha sempre detto: “ne di maggio ne di maggione non toglierti il pelliccione”! Figurarsi a Febbraio, quando un colpo d’aria è sempre dietro l’angolo pronto a colpire!
E invece io abituata ormai a pensare che il colpo d’aria non esiste, come d’altronde pensano tutti gli oriundi che girano tranqulli in ciabatte e la maglietta con le maniche corte a qualsiasi temperatura- a patto che ci sia il sole- l’altro giorno mi sono tolta la giacca e ho passeggiato nella mite arietta di fine febbraio!

E zac! Ora sono a letto con un rafreddore fotonico e l’energia di un bradipo! In realtà credo che il “colpevole” sia mio marito che non e’ stato bene la scorsa settimana e mi ha passato “the dreaded lurgy”, ovvero un qualche virus influenzale.

La parola “lurgy” e’ un termine che non esisteva in origine ma che fu inventato negli anni Cinquanta in Gran Bretagna all’interno di uno sketch comico radiofonico, dove veniva usato come nome di una malattia misteriosa e contagiosa, descritta in modo volutamente vago e un po’ assurdo. Proprio questo carattere buffo lo rese memorabile, e la parola entrò rapidamente nel linguaggio comune. Negli anni Sessanta si diffuse ancora di più nella cultura pop britannica e comparve anche in dialoghi ironici della serie Doctor Who. Oggi “lurgy” indica semplicemente un raffreddore, un virus stagionale o un malanno passeggero, anche intestinale. L’aggettivo “dreaded”, cioe’ “temuto” che veniva proprio utilizzato nello sketch, serve a rendere il tutto ironico, come quando si esagera apposta per descrivere qualcosa di fastidioso ma non grave.

Un’altra espressione molto tipica è “to be under the weather” .

Questo modo di dire è molto antico e nasce nel linguaggio dei marinai inglesi tra il Seicento e il Settecento. Sulle navi a vela, quando il tempo peggiorava e il mare diventava agitato, i marinai che non stavano bene (spesso per il mal di mare) venivano mandati sotto coperta. Lì erano letteralmente al riparo dal vento e dalle onde, ma anche fuori servizio perché indisposti. In quel contesto si diceva che si trovavano “under the weather bow”, cioè sotto la parte della nave esposta al maltempo. Con il passare del tempo l’espressione si accorciò semplicemente in “under the weather” e cominciò a essere usata anche sulla terraferma, in senso figurato, per indicare qualcuno che si sente poco bene.

Le avevate mai sentite? Mi raccomando: attenti al colpo d’aria e alla “dreaded lurgy”!!! 😅😷😷🤒🤒🤧🤧

Nella foto una bella giornata di fine Febbraio.

Author

  • Laura Enrico

    Sono un'italiana che vive in UK da piu' di venti anni. Seguitemi sulla mia pagina Facebook: La Mia Inghilterra.

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